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Vendita scaffalature industriali: guida alla scelta del tuo sistema

Di Enrique Daroqui · · · 10 min di lettura
Vendita scaffalature industriali: guida alla scelta del tuo sistema

L'acquisto di uno scaffale industriale si decide con tre dati: quanto pesa ciò che va su ogni livello, a che altezza deve arrivare e se il carico viene caricato a mano o su pallet. Con questi dati, il catalogo si riduce a una famiglia e, al suo interno, a due o tre misure. Questa guida ripercorre quel percorso con le cifre di ogni gamma e indica quale normativa si applica.

Il catalogo di rackspoint copre cinque famiglie: carico leggero, medio, pesante, pallettizzazione e tavoli di lavoro. Non ci sono cantilever, dinamici o drive-in, quindi non sono inclusi qui.

Le tre domande che decidono l'acquisto

Quanto peso dovrà sostenere ogni livello dello scaffale?

La cifra pubblicata dal produttore è il carico per ripiano con il peso distribuito su tutta la superficie. La capacità totale è la somma dei livelli: una Titan Span di quattro livelli da 800 kg fornisce 3.200 kg; una URBAN di cinque ripiani da 175 kg, 875 kg. Pesa ciò che andrai a collocare, con il suo imballaggio, e non dimensionare al limite: se un livello dovrà ricevere 180 kg, quello da 175 kg per ripiano non va bene.

Il carico entra a mano o viene depositato da un muletto?

Tutti gli scaffali a ripiani, dal leggero al pesante, vengono caricati a mano, scatola per scatola. Solo la pallettizzazione è pensata per consentire a un muletto di depositare il pallet completo su due traverse. Come riferimento per l'ambito lavorativo, le linee guida sulla movimentazione manuale dei carichi fissano un peso massimo raccomandato in condizioni ideali, e quel massimo dipende dall'altezza di presa, dalla frequenza di movimentazione e dalla persona che la esegue. Se la tua unità di carico richiede di sollevare più di quanto quel criterio ammette, allora non si tratta più di carico manuale: serve la pallettizzazione.

Che altezza e che profondità ci stanno nel tuo spazio?

Gli scaffali a ripiani vanno da 150 a 250 cm di altezza e da 30 a 60 cm di profondità. La pallettizzazione sale a 255, 300 e 353 cm, con 100 cm di profondità. Misura l'altezza libera reale, sottraendo corpi illuminanti, condotti e il percorso della porta, e riserva il corridoio: in un centro di lavoro è necessario rispettare la larghezza minima di passaggio stabilita dalla normativa del lavoro applicabile in ciascun paese. Per i muletti, il criterio di dimensionamento parte dalla larghezza del veicolo o del carico maggiore e aggiunge un margine di sicurezza, ancora maggiore se la circolazione è a doppio senso, con una condizione: queste larghezze sono valide se non vi circolano persone; se passano pedoni, è necessario riservare loro un passaggio ad uso esclusivo.

L'albero decisionale, passo dopo passo

  1. Entra su pallet e viene movimentato da un muletto? Sì: sistemi di palettizzazione K-PAL, con 1.000 o 1.500 kg per livello. No: prosegui.
  2. Più di 400 kg per livello? Sì: scaffali per carichi pesanti, con 600 o 800 kg per ripiano. No: prosegui.
  3. Tra 175 e 400 kg? Sì: scaffali per carichi medi, da 200 a 300 kg per ripiano e 400 kg nel rack per pneumatici impilabile. No: prosegui.
  4. Meno di 175 kg? Carico leggero: URBAN metallica e MDF bianca a 175 kg; MDF galvanizzata e grigliata a 150 kg.
  5. E se inoltre hai bisogno di lavorare sopra? Tavoli da 240 e 250 kg per livello e carrelli da 50 a 125 kg.

Le cinque famiglie con le loro cifre

Carico leggero: fino a 175 kg per ripiano

Garage, magazzino e archivio. Due limiti di materiale, non di norma: l'MDF è fibra pressata e la cromatura, una finitura per interni asciutti; la zincatura è quella che la scheda indica come resistente all'umidità. E la grigliata è per carico distribuito, non per un peso appoggiato su un punto.

Carico medio: da 200 a 400 kg per ripiano

Officina, retrobottega e pezzi di ricambio.

Carico pesante: 600 e 800 kg per ripiano

È il limite del carico manuale: 800 kg per livello, posizionati uno per uno. Entrambi si montano senza viti e i loro ripiani sono regolabili in altezza.

Pallettizzazione K-PAL: 1.000 e 1.500 kg per livello

Tavoli di lavoro e carrelli

Quale normativa si applica a uno scaffale industriale e quale no?

Dipende da due cose: pallettizzazione o ripiani, e centro di lavoro o abitazione. Le norme EN di progettazione, specifica e uso sono le stesse in tutti i mercati europei; ciò che cambia da un paese all'altro è la normativa del lavoro che riguarda il centro di lavoro. In Italia, la normativa generale sull'uso delle attrezzature di lavoro è disciplinata dal D.Lgs. 81/2008, artt. 69, 70, 71, 73; Allegato V (requisiti generali di sicurezza) e Allegato VI (disposizioni d'uso), che impone all'imprenditore di scegliere lo scaffale idoneo al lavoro e al rischio, installarlo e utilizzarlo conformemente alle istruzioni del produttore, mantenerlo e sottoporlo a verifiche.

Criteri di buone pratiche applicabili a qualsiasi sistema

Quanto segue sono buone pratiche della pallettizzazione e non obblighi di per sé; vengono trasferite alle scaffalature a ripiani come criterio professionale, non come norma:

Quando conviene passare dal carico pesante alla pallettizzazione?

Quando l'unità di carico è il pallet. Un Titan Span regge 800 kg per livello, ma con 60 cm di profondità un europallet non appoggia; il telaio K-PAL ha 100 cm per questo motivo. Se la merce arriva pallettizzata e viene movimentata da un muletto, sono necessari livelli dimensionati per l'intero pallet, corridoi per muletti e ancoraggio alla soletta. Se l'operatore disfa il pallet e posiziona le scatole a mano, il carico pesante costa meno ed è la scelta corretta.

Errori frequenti nell'acquisto

Se esiti tra due famiglie, scegli quella superiore: la differenza di prezzo tra 175 e 275 kg per ripiano è piccola rispetto a uno scaffale che non regge il carico.

Categoria: Scaffalature pesanti
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Normativa applicabile in Italia

Uso professionale con carico e scarico manuale

In Italia per le scaffalature non esiste una legge dedicata: si applica il D.Lgs. 81/2008, riferimento legislativo cogente per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che la guida tecnica INAIL richiama per i magazzini con scaffalature in particolare nel Titolo I (valutazione dei rischi) e nel Titolo II (luoghi di lavoro); quando la scaffalatura è gestita come attrezzatura di lavoro si applica inoltre il Titolo III, che dà attuazione alla Direttiva 2009/104/CE. L’art. 71 impone al datore di lavoro di scegliere un’attrezzatura idonea, di installarla e utilizzarla in conformità alle istruzioni d’uso, di sottoporla a idonea manutenzione (comma 4) e a controlli periodici con la frequenza indicata dal fabbricante o, in sua assenza, dalle norme di buona tecnica (comma 8), riportando per iscritto i risultati (comma 9). In pratica: stabilità e fissaggio quando le istruzioni lo richiedono, portata massima visibile e rispettata, controlli regolari dello stato dei componenti. Completano il quadro le buone pratiche di magazzino: vie di circolazione sgombre e verifica dell’idoneità strutturale del sito, a partire dalla consistenza della pavimentazione su cui la scaffalatura viene ancorata.

La UNI EN 15635 è la norma tecnica europea di riferimento per utilizzo e manutenzione delle scaffalature: non è cogente, ma è la buona tecnica a cui il decreto rinvia.

Informazione orientativa basata sulla normativa vigente; non sostituisce il testo di legge né una consulenza professionale. · Ultima verifica: 2026-09-08

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